attività fisica


Fino a quasi tutto il secolo scorso era convinzione radicata nella comunità scientifica che il cervello umano, come quello degli altri mammiferi, si stabilizasse subito dopo la nascita e non potesse avere alcuna possibilità di nuova crescita neuronale e di rimodellamento della propria architettura per tutto il resto dei suoi giorni. Nel 1962 uscì un lavoro su Science di Joseph Altman, un biologo americano, che per la prima volta nella storia della scienza riportava dei dati (ottenuti utilizzando timidina radioattiva per marcare la produzione di nuove cellule nervose), a sostegno della tesi che il cervello dei mammiferi potesse produrre nuovi neuroni.  Questi […]

Neurogenesi e Cervello: apprendimento, attività fisica e ambiente stimolano la produzione di nuovi neuroni anche ...



Per secoli, il cervello è stato spiegato e concepito come una macchina immodificabile e geneticamente determinata in cui l’unico cambiamento possibile a partire dall’età adulta fosse la degenerazione dovuta all’invecchiamento. Una macchina portata inevitabilmente a logorarsi con l’uso e con il passare del tempo. In quest’ottica, qualsiasi attività fisica e mentale che si proponesse di limitare il declino cerebrale negli anziani per molto tempo è stata considerata marginale e di importanza limitata. La comunità scientifica, infatti, in questi decenni si è focalizzata principalmente sulla ricerca farmacologica, mentre i pazienti ricevevano diagnosi di Parkinson e Alzheimer con prognosi infauste, progressive, drammatiche, rimanendo passivamente in attesa di una soluzione ‘esterna’. […]

QUANDO L’ATTIVITÀ FISICA E MENTALE RIDUCE I SINTOMI DI PARKINSON E ALZHEIMER



Foto di communicationdecathlon
Grazie alle scoperte scientifiche dell’ultimo decennio è divenuto sempre più evidente l’importante ruolo delle esperienze e delle abitudini nell’indurre modificazioni strutturali e funzionali a livello cerebrale. Modificazioni che non avvengono solo quando si è bambini e adolescenti, ma, date determinate condizioni, si possono innestare anche nell’età adulta: il cervello cambia e si riorganizza, infatti, a partire dall’esperienze vissute della persona in risposta alle influenze interne ed esterne affrontate. Il concetto di neuroplasticità indica proprio questa malleabilità e si contrappone alla convinzione che ha attraversato la comunità scientifica in tutto il ‘900 riguardo la presunta immodificabilità del cervello una volta superata l’adolescenza. Tali […]

Psicopatologia e Neuroplasticità Ippocampale: il ruolo terapeutico dell’esercizio fisico aerobico