‘Si può fare’ – Interviste al Centro di Documentazione ‘Oltre il Giardino’ di Trieste

‘Si può fare’ – Interviste al Centro di Documentazione ‘Oltre il Giardino’ di Trieste

‘Oltre il giardino’ è veramente un posto incredibile. Oltre il giardino è un luogo di memoria: pratica collettiva che attraversa documenti, immagini in movimento e fotografie, suoni e voci per ripercorrere e attualizzare una esperienza di radicale critica sociale e istituzionale della psichiatria, cominciata cinquant’anni fa con la nomina di Franco Basaglia come direttore dell’Ospedale Psichiatrico, chiamato a Trieste dal presidente della Provincia Michele Zanetti, nel 1971. Oggi il centro di documentazione è parte del progetto Giardini in Rete, portato avanti dalla Cooperativa Sociale “La Collina” e dalla Conferenza Permanente per la Salute Mentale nel Mondo “Franco Basaglia”, in co-progettazione con il Dipartimento di Salute Mentale di Trieste. I contenuti iniziali di questa piattaforma online sono stati realizzati grazie al contributo della Foundation for Arts Initiatives. Documenti raccolti attraverso fondi personali e riproduzioni dei fondi pubblici del Dipartimento di Salute Mentale, la Provincia e la Regione, il centro di documentazione ospita scritti, discussioni, immagini quotidiane, rotocalchi e interviste, registrazioni e documentari, volantini, grafiche, copioni, organizzati in ordine cronologico e con fascicoli che permettono di approfondire temi specifici, ovvero quei momenti e quei temi che negli anni hanno segnato il dispiegarsi di una critica pratica della psichiatria e che oggi possono essere stimolo e strumento per inventare istituzioni di prossimità e per la salute mentale. Fondato dal dott. Franco Rotelli, in questo luogo si respira la realtà dell’utopia costruita a Trieste e non solo. Daniel, Anita e Raffaella, i nostri inviati speciali, incontrano Andrea Maulini e Marina Colja. Con loro parliamo di presente, di futuro e ripercorriamo questi decenni da un punto di vista diverso, che solitamente non si sente nei dibattiti e nelle riflessioni su queste tematiche: un punto di vista pratico, in cui cambiare è concretamente possibile se si sa ‘come’ ‘si può fare’ e si riconosce ‘il mostro’. E se questa prospettiva pratica è ancora oggi presente e recuperabile, dobbiamo ringraziare Franco Rotelli e questo Centro di Documentazione. Buon ascolto!

Info su Oltre il giardino e sulle persone intervistate

Diecimila documenti, cinquemila fotografie, centinaia di ore di girato, il centro di documentazione è sito all’interno dell’ex ospedale psichiatrico, oggi Parco Culturale di San Giovanni, nel Padiglione M, laddove hanno sede Radio Fragola, la Sartoria Sociale “Lister”, le cooperative sociali e alcuni spazi per il coordinamento dei servizi territoriali per la salute mentale di Trieste, rete di servizi sorta in questa lunga esperienza di deistituzionalizzazione. Daniel, Anita e Raffaella incontrano le persone che si occupano di questo Centro. E da questi incontri, diviene facile capire come passato, presente e futuro si possano intersecare e influenzare.
Iniziamo con Andrea Maulini, che lavora per Resist – Rete per lo Sviluppo dell’Intrapresa Sociale nei territori, per promuovere l’intraprendere sociale. Andrea ci racconta come sia finito a lavorare in questo ambito e il suo interesse a continuare a mettere in discussione istituzioni, ruoli e gerarchie che limitano la libertà di espressione delle persone. 
Andrea ci ricorda l’importnaza di concentrasi sul pensiero di Franco Basaglia per attualizzarlo nel presente ed espandere le sue pratiche anche al di fuori della psichiatria.

Segue, un pò a sorpresa, l’ascolto delle parole di Marina Colja. E l’intervista si trasforma in un vero e proprio incontro. Aperto, emotivo, vivo per ricordare tutto il lavoro a seguito della riforma della legge 180 del 1978. Inevitabilmente, con Marina entriamo nel lavoro svolto in questi 40 anni e nella sua esperienza concreta nelle pratiche riabilitative alternative svoltosi a Trieste in questi anni. Entrando nella pratica di queste pratiche. “Il manicomio sta nella testa delle persone” ci dice Marina, che ricorda la lezione di Franco Rotelli, troppo spesso dimenticata, ossia che  ‘chiudere il manicomio è dare risposte alle persone’: un lavoro pratico e quotidiano al servizio delle persone.

E con lei approfondiamo l’esperienza di chiusura del manicomio di Leros in Grecia, esperienza straordinaria in cui si è capito di come sia possibili recuperare, riabilitare le persone anche più in difficoltà, anche più istituzionalizzate. Come? Attraverso un dialogo radicale con l’altro e con l’umanità dell’altro. D’altra parte, ‘parli se hai qualcuno a cui parlare’ e spesso, dietro l’alienazione più devastante, si nasconde la scelta di chiiudersi di fronte un mondo totalmente incapace di comprendere.
Per questo, ‘è importante conoscere il mostro’, conoscere il manicomio e le tante forme che questo può assumere nella nostra società e nelle cosidette istituzioni totali.

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