In questo podcast parliamo di Salute Mentale e Aviazione insieme alla dott.ssa Paola Tomasello, responsabile scientifico del progetto MESAFE (MEntal health for aviation SAfety), fortemente voluto da EASA (l’Agenzia dell’Unione europea che presiede alla sicurezza aeronautica) per aggiornare gli attuali standard europei sulla valutazione di idoneità mentale del personale aeronautico di prima linea, con particolare riferimento ai piloti e ai controllori del traffico aereo. Buon ascolto!
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Come possiamo leggere sul sito di Deep Blue, società di consulenza e ricerca, che ha sviluppato il progetto, “MESAFE ha prodotto una serie di report che analizzano il divario fra i metodi all’avanguardia di valutazione e cura della salute mentale (descritti in base alla recente letteratura scientifica e a studi clinici) e le opzioni di valutazione della salute mentale attualmente utilizzati nel settore aeronautico. Queste ultime sono state descritte non solo a partire dalle ultime linee guida delle organizzazioni nazionali e internazionali coinvolte nella valutazione aeromedica della salute mentale, ma anche a partire dai risultati di una ricerca online che MESAFE ha generato e indirizzato al gruppo Europeo di esperti in medicina aeronautica (Medical Expert Group – MEG). I dati raccolti hanno permesso di identificare i maggiori ambiti di criticità e le aree che richiedono interventi migliorativi“.
Il progetto mette al centro e promuove una nuova cultura della salute mentale basato sulla valorizzazione dell’esperienza delle persone coinvolte che si pone l’obiettivo di aumentare la consapevolezza su queste tematiche oltre pre-giudizi che divengono di per sé gravi fattori di rischio, senza adeguati percorsi di cura e protezione per il personale che si sottopone alla valutazione.
“Ci auguriamo che questo approccio promuova un cambiamento di cultura nei confronti delle problematiche di salute mentale, fatto soprattutto di consapevolezza che queste ultime devono trovare una risposta di protezione e di cura così come accade per le problematiche di natura fisica. Così come non colpevolizziamo o consideriamo debole un pilota che rischia di avere un attacco di cuore a bordo, allo stesso modo non dobbiamo colpevolizzare o considerare debole un pilota che rischia di avere un attacco di panico o dei pensieri intrusivi in servizio, ma prendercene cura”, afferma Paola Tomasello.


