La recovery è un approccio alle cure che mette al centro la persona, non la diagnosi.
Non significa solo eliminare i sintomi, ma aiutare ciascuno a costruire una vita significativa, anche in presenza di difficoltà o fragilità.
È un percorso che valorizza relazioni, speranza, identità e autodeterminazione.
La cura non si fa “sulla” persona, ma insieme alla persona.
La recovery dialoga con il paradigma della neurodiversità, che considera autismo, ADHD e altre differenze neurocognitive non come errori da correggere, ma come variazioni naturali dell’essere umano.
Questo significa non spingere le persone a “normalizzarsi”, evitare pressioni al masking (mascherare sé stessi), costruire ambienti più inclusivi, progettare insieme obiettivi e strumenti di valutazione.
La salute non è adattarsi a uno standard.
La cura non è normalizzare.
La vera recovery è poter essere pienamente sé stessi in una società che sappia accogliere le differenze.
Le attività di formazione e i laboratori di Recovery – L’arte di riprendersi nascono dallo stesso principio: la cura è relazione. Proponiamo percorsi che mettono in dialogo: sapere accademico, esperienza diretta, pratica professionale, vissuto personale.
Non offriamo solo contenuti, ma spazi di confronto.
Non trasmettiamo solo competenze, ma costruiamo consapevolezza.
Nei laboratori si lavora su identità e autodeterminazione, lettura non riduttiva dei sintomi, neurodiversità e pratiche non normalizzanti, strumenti concreti per contesti educativi, sanitari e sociali.
Perché formarsi, in questo progetto, significa imparare a guardare dove prima non si guardava.
per saperne di più scrivici o mandaci un vocale al 3923770143
La nostra mail, invece, è ipselab.info@gmail.com
Recovery è un viaggio nel mondo dell’esperienza del riprendersi.
È uno spazio di dialogo vivo tra chi ha attraversato la fragilità e chi lavora nella cura.
Un incontro tra esperti per esperienza ed esperti per professione, che si ascoltano, si interrogano e costruiscono insieme nuovi significati.
Andiamo a guardare proprio lì dove il senso comune semplifica, etichetta, evita.
Dove spesso si preferisce non sostare.
Parliamo di percorsi di cura reali, vulnerabilità e possibilità, neurodiversità, diritti e autodeterminazione, relazioni e comunità.
Lo facciamo attraverso un podcast, approfondimenti tematici, percorsi di formazione, laboratori esperienziali.
Perché riprendersi non è tornare come prima.
È trovare un nuovo modo di stare nel mondo.
