LA VOCE DELLE DONNE PER PRENDERSI CURA DEL MONDO: le voci della manifestazione in piazza a Roma

LA VOCE DELLE DONNE PER PRENDERSI CURA DEL MONDO: le voci della manifestazione in piazza a Roma

Sabato 25 settembre a Roma TUTTE Le DONNE/TULL QUADZE sono scese in piazza per chiedere un cambiamento di paradigma, nelle leggi, nella distribuzione delle risorse, nelle politiche di sfruttamento delle persone e dell’ambiente, nell’attenzione al futuro. La manifestazione, che è stata decisa dall’Assemblea della Magnolia che nasce nella Casa internazionale delle donne di Roma, si è tenuta in piazza del Popolo a partire dalle ore 14.00 ed è stata anche un’occasione per esprimere solidarietà e vicinanza alle donne e alle popolazioni afghane per rimettere al centro la cura come elemento di contrasto alle diseguaglianze.

Ascolta le voci, le testimonianze e le interviste realizzate dalle nostre Sara Picardo e Sonia Gioia.

Montaggio e regia di Sonia Gioia. Buon ascolto:

Tratto da: LE DONNE PER PRENDERSI CURA DEL MONDO, 25 SETTEMBRE IN PIAZZA A ROMA

Barbara Orlandi (Coordinamento Donne Cgil Toscana): “Per ogni donna uccisa, violentata o offesa siamo tutte parte lesa. Conviene ripartire da qui, da quello slogan che negli anni ‘70 manifestava la forza di una sorellanza che doveva far temere agli aggressori l’opposizione di tutte le donne le mondo. 7 femminicidi in 9 giorni. Atti di contrasto, norme, direttive, recepimenti e ora anche la richiesta (giusta) di considerare la violenza di genere come una nuova sfera di criminalità ai sensi del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, insieme ad altri crimini che devono essere combattuti su base comune come il traffico di esseri umani, di droga e di armi, il crimine informatico e il terrorismo. E chissà se e tra quanto la punibilità e il perseguimento di questi crimini riusciranno a combattere il predominio maschile sulla violabilità dei corpi delle donne. Intanto noi “Ci prendiamo cura del mondo” sabato 25 settembre alle 14 alla manifestazione, lanciata dall’Assemblea della Magnolia, in piazza del Popolo a Roma. Ci prendiamo cura di un mondo malato, non solo di Coronavirus, ma di ingiustizia, disuguaglianza, sfruttamento delle persone e della nostra terra e che persevera nelle guerre e nelle distruzioni. Le donne pagano sempre il prezzo più alto in tutte le tragedie, siano la pandemia, le guerre, le crisi economiche e climatiche. Questo mondo va curato e va istruito alla non violenza, alla convivenza, alla solidarietà, al rispetto e al riconoscimento delle libertà per tutte le donne. Andiamo in piazza per la rivoluzione della cura”.

Il documento/invito dell’Assemblea della Magnolia per la manifestazione del 25 settembre 2021 

SABATO 25 SETTEMBRE ORE 14 PIAZZA DEL POPOLO A ROMA

Dalla pandemia abbiamo imparato una lezione: lottare per praticare quella cura che ha al centro la vita degli esseri umani, della natura e di tutti i viventi. Altrimenti, la risposta sarà sempre la stessa: ingiustizia, disuguaglianza, sfruttamento degli esseri umani e della nostra terra e alla fine guerra e distruzione. L’Afghanistan è il tragico specchio del cinismo di tutti i poteri, dei torbidi inganni del paternalismo della cura che funziona solo con i cerchi concentrici del prima, la famiglia, la nazione, mai la comune umanità. Per questo, quel che accade nel paese è della stessa pasta delle morti nel Mediterraneo, delle torture in Libia, degli accampamenti nei Balcani, teatro di efferate violenze sui corpi delle donne.  Dobbiamo imparare le lezioni che questi durissimi decenni di crisi economica, malattia, guerra, devastazione ambientale ci hanno impartito. Le donne, che pagano sempre il prezzo più alto di queste scelte, stanno gridando che bisogna cambiare: partire dai bisogni, dai diritti, dalle idee, dalla fatica significa prendersi cura del mondo invece che sfruttare il mondo, prendersi cura delle persone e della terra in cui viviamo, invece che usarla per affermare profitto e dominio. Per la prima volta da decenni ci saranno risorse da spendere, in un’Europa benestante e ingiusta. Non un euro per scelte di dominio e sfruttamento, non un euro per le armi. Tutte le risorse, tutte le nuove leggi, dal fisco al lavoro, dall’ambiente al welfare per curare il mondo, sanare le ingiustizie, restituire a chi ha perduto e sofferto. E’ tempo di usare tutti gli strumenti della nostra incompiuta democrazia per la
conquista della libertà di tutte. Per questo andiamo in piazza. La pandemia, la crisi climatica, le tragedie delle guerre e delle migrazioni ci chiedono una rivoluzione: LA RIVOLUZIONE DELLA CURA.