La lezione di Franco Rotelli interroga il presente: a Trieste due giornate di studio sulla salute mentale

La lezione di Franco Rotelli interroga il presente: a Trieste due giornate di studio sulla salute mentale

Il 27 e 28 marzo 2026 a Trieste, presso il Dipartimento di Salute Mentale nel Parco culturale di San Giovanni, si terranno due giornate di studio dedicate a Franco Rotelli, una delle figure centrali della psichiatria democratica italiana e internazionale. L’iniziativa intende interrogare l’attualità del suo pensiero e della sua pratica politica e sanitaria, a partire dall’esperienza triestina di deistituzionalizzazione avviata con Franco Basaglia e sviluppata negli anni successivi.

Franco Rotelli e la trasformazione della salute mentale

Franco Rotelli è stato uno dei protagonisti del processo che ha trasformato radicalmente il modo di intendere la cura in psichiatria, contribuendo alla costruzione di servizi territoriali e comunitari in alternativa al modello manicomiale. La sua eredità continua oggi a interrogare il presente: quali politiche per la salute mentale? Quale ruolo dei servizi territoriali? Come difendere e rinnovare l’esperienza triestina nel contesto delle trasformazioni del welfare contemporaneo?

Le giornate di studio nascono proprio con l’obiettivo di discutere questi interrogativi, mettendo in dialogo operatori, studiosi e attivisti impegnati nel campo della salute mentale. Per conoscere Francro Rotelli ed il suo lavoro:

Il programma delle giornate di studio (scarica il programma)

L’incontro si svolgerà nella sede del Dipartimento di Salute Mentale di Trieste, in via Edoardo Weiss, all’interno del Parco culturale di San Giovanni. La prima giornata, venerdì 27 marzo, si aprirà con gli interventi di Giovanna Del Giudice e Massimo Semenzin, seguiti dalla relazione di Benedetto Saraceno, dedicata al tema “Franco Rotelli o la banalità del bene”. Nel corso della giornata sono previsti momenti di discussione e approfondimento con diversi protagonisti della psichiatria italiana, tra cui Mario Novello, Grazia Cogliati Dezza e Armando Pitocco, oltre a un intervento di Peppe Dell’Acqua dedicato alla storia collettiva dell’esperienza triestina.

Una parte centrale del dibattito sarà dedicata anche alla “Lettera aperta ai compagni di lavoro del Dipartimento di salute mentale”, scritta da Franco Rotelli nel 2019, che verrà discussa con contributi di Giovanna Gallio, Alessandro Saullo e Claudia Battiston.

La seconda giornata proseguirà con momenti di discussione collettiva e interventi su temi chiave come la diffusione internazionale della lezione di Rotelli, presentata da Luciano Carrino, e il rapporto tra psichiatria e politica, affrontato da Stefano Cecconi.

Le giornate si concluderanno con riflessioni condivise e proposte per il futuro dei servizi di salute mentale.

Per non smettere di testimoniare

Le giornate di studio dedicate a Franco Rotelli nascono anche con l’intento di continuare a testimoniare l’eredità culturale e politica della riforma psichiatrica italiana. In un momento in cui i sistemi di welfare e i servizi territoriali affrontano nuove sfide, il pensiero di Rotelli rappresenta ancora oggi uno strumento critico per interrogare le pratiche di cura, il rapporto tra istituzioni e comunità e il ruolo dei diritti nella salute mentale. Ripensare quella esperienza significa non solo ricordare una stagione storica, ma anche immaginare nuove forme di cura e di organizzazione dei servizi capaci di mettere al centro la persona, la comunità e i diritti.