Giornata Mondiale della Radio 2024: cosa significa fare radio per noi?

Giornata Mondiale della Radio 2024: cosa significa fare radio per noi?

Non potevamo non celebrare anche noi il #worldradioday2024. In occasione di questa bella ricorrenza (in Italia la radio compie 100 anni), Radio 32 – La Radio che Ascolta si interroga sul significato che ha per noi ‘fare radio‘.

Comunicare, interagire, conoscere, informare, conoscersi. A volte un lavoro, altre ‘una scusa’ per combattere insieme contro un mondo molto spesso poco accogliente, poco inclusivo.

Abbiamo raccolto le voci dei nostri redattori e dei tanti amici della nostra radio.

Buon ascolto!

Un pò di storia (da treccani.it)

La radio è un mezzo di comunicazione basato sulla trasmissione di onde elettromagnetiche. Fu inventata alla fine del 19° secolo dopo che James Clerk Maxwell riuscì a spiegare come le onde elettromagnetiche si propagano nello spazio.

È difficile dire chi sia stato il vero inventore della radio, perché furono in molti a contribuire alla sua realizzazione. Il primo in ordine di tempo fu il fisico inglese Oliver Lodge, che nel 1894 costruì il primo rivelatore di onde elettromagnetiche: uno strumento in grado di intercettare onde elettromagnetiche emesse fino a circa 150 m di distanza e di fare da ricevitore in un sistema di trasmissione. Iniziarono allora gli sforzi di diversi inventori per mettere a punto un sistema di trasmissione e ricezione in grado di coprire grandi distanze. Il modello a cui si pensava era ancora quello della cosiddetta telegrafia senza fili, cioè di un’emissione di un semplice segnale composto di linee e punti.

Nel 1895 l’inventore italiano Guglielmo Marconi riuscì già a raggiungere distanze di circa 2 km, e l’anno successivo chiese un brevetto per la radiotelegrafia. Nel 1898 le distanze aumentarono a circa 100 km, e nel 1902 effettuò la prima trasmissione attraverso l’Oceano Atlantico. (continua a leggere)

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