Cura, diritti, scuola e impegno collettivo. Ne parliamo con il dott. Stefano Guerra

Cura, diritti, scuola e impegno collettivo. Ne parliamo con il dott. Stefano Guerra

Neuropsichiatra infantile, ex dirigente scolastico, attivista. Ma anche ascoltatore attento e promotore di alleanze. Stefano Guerra ha attraversato diversi mondi – quello sanitario, quello educativo, quello sociale – con uno sguardo attento alle fragilità e alle possibilità di trasformazione. Lo abbiamo incontrato per parlare di cura, diritti, scuola e impegno collettivo.

Un percorso tra sanità e scuola

“Il mio percorso professionale – racconta Stefano Guerra – è sempre stato attraversato dalla convinzione che educazione e cura non possano essere separate. Quando ho scelto di entrare nella scuola come dirigente, dopo anni nella sanità pubblica, è stato proprio per questo: sentivo il bisogno di un luogo dove poter sperimentare concretamente pratiche inclusive, quotidiane.”

L’esperienza clinica con bambini e adolescenti con disabilità o bisogni educativi complessi gli ha permesso di leggere in profondità le dinamiche scolastiche: “La scuola è spesso il primo luogo in cui la diversità si scontra con l’organizzazione. Ma è anche il primo luogo dove si può costruire un noi, dove si può cominciare a cambiare.”

Inclusione: un principio da praticare

Guerra non ha dubbi: “L’inclusione non è un obiettivo, è un processo. Non basta scriverlo nei documenti, bisogna vederlo accadere, ogni giorno.” Eppure, le difficoltà non mancano. “La scuola italiana è affaticata: mancano risorse, stabilità, tempo per la formazione. E chi lavora sul campo spesso è lasciato solo.”

Cosa fare allora? “Io credo molto nella formazione tra pari, nella costruzione di reti territoriali, nella capacità di fare alleanze tra scuola, sanità, famiglie e terzo settore. Dove queste reti esistono, l’inclusione non è più solo una parola.”

Dall’esperienza personale alla trasformazione collettiva

Una parte importante del suo impegno oggi passa attraverso le associazioni – “Sono spazi che nascono dai bisogni, ma che crescono nella relazione. E che permettono di trasformare il dolore individuale in consapevolezza politica. Le famiglie che lottano per i diritti dei figli spesso diventano protagoniste di cambiamenti importanti per tutti.”

Secondo Guerra, infatti, “la cura diventa diritto quando non è più lasciata alla buona volontà del singolo, ma diventa responsabilità collettiva. Quando la solitudine si trasforma in rete.”

Cura, alleanza, responsabilità

Parlare di cura oggi, per lui, significa parlare di alleanza: “Cura non è solo ciò che si fa, ma il modo in cui si sta con gli altri. È attenzione, riconoscimento, responsabilità. E deve diventare una dimensione strutturale, non accessoria, nei servizi, nella scuola, nelle politiche pubbliche.”

Il futuro? “Lo vedo nella costruzione di comunità educanti e inclusive. Nella valorizzazione delle competenze che già esistono nei territori. E soprattutto nella capacità di ascoltare: le famiglie, i bambini, gli insegnanti, chi ogni giorno tiene in piedi il sistema con fatica e passione.”


Grazie alla collaborazione tra Tetrabondi Onlus, Edgardo Reali di Ipse Lab / Radio32 e Scuola Capitale Sociale, è nato “Cura è Diritti“, un gruppo di lavoro online, con un appuntamento fisso un lunedì al mese, per persone (persone con disabilità, caregiver, operatori, amministratori) interessate ad approfondire la tematica del “progetto di vita”, della cura, dell’assistenza, della riforma della disabilità. L’obiettivo? Condividere informazioni, ricercare insieme risposte, fare rete, costruire conoscenza condivisa. Un ciclo di incontri mensili per approfondire le tematiche connesse alla riforma della disabilità e alle buone pratiche di progettazione della vita indipendente. Per maggiori informazioni, clicca qui.