Carlo Di Giusto, una vita sotto canestro

Carlo Di Giusto, una vita sotto canestro

Carlo Di Giusto, nato a Roma nel 1955, è uno dei grandi protagonisti dello Sport Paralimpico italiano e romano e del Basket in Carrozzina innanzitutto. Abbiamo avuto il piacere di intervistarlo per la trasmissione Accesso Totale.

Carlo è tante cose, un commentatore sportivo paralimpico Rai, un Allenatore, ma prima di ogni altra cosa è un punto di riferimento. Colpito da poliomielite ad un anno Carlo Di Giusto ha iniziato a praticare sport giovanissimo e dal 1980 con la società sportiva Santa Lucia Sport di Roma.

Al Santa Lucia ha avuto la grande opportunità di conoscere il  il “Padre” dello Sport Terapia e pioniere del Paralimpismo in Italia, il Dottor Antonio Maglio. Maglio, insieme al neurochirurgo inglese Ludwig Guttmann,  va ricordato per avere  intuito la grande potenzialità dello sport come pratica riabilitativa.

Guttman fu colui che  in inghilterra  avviò alla pratica sportiva i reduci britannici che, nel corso della II Guerra Mondiale, riportarono  traumi e lesioni midollari, i quali venivano ricoverati presso la “Spinal Injuries Unit” di Stoke Mandeville. Stoke Mandeville diventò la sede dei Giochi Estivi  da cui poi si svilupparono  i  Giochi  Paralimpici che nel corso dei decenni  sono  diventati  le Paralimpiadi moderne. Carlo Di Giusto prima di incontrare il Basket si cimentò nell’Atletica Leggera e la specialità dei lanci.

In questa specialità vinse la medaglia di bronzo alle VII Giochi Paralimpici estivi del 1984 a Stoke Mandeville (Regno Unito) nel lancio del disco. Ma è stata la Pallacanestro in Carrozzina il suo grande amore con cui ha vinto tantissimo sia da giocatore che da allenatore.

Da giocatore nel maggio del 1981, a Riva del Garda, alzò  la coppa del primo scudetto vinto con il Santa Lucia.

Con la società capitolina ha conquistato 21 titoli italiani (14 da giocatore e 7 da allenatore), 12 Coppe Italia (4 da giocatore e 8 da allenatore), 3 Coppe dei Campioni (2 da giocatore e 1 da allenatore), 3 Coppe Vergauwen (2 da giocatore e 1 da allenatore), 6 Supercoppe italiana tutte da allenatore.

Nel 1998 in occasione della prima Coppa dei Campioni vinta da una squadra italiana, è stato premiato come miglior giocatore della finale.

E’ stato dal giugno 2002 all’ottobre 2007, il Commissario Tecnico della nazionale italiana di basket in carrozzina, con la quale ha conquistato 2 titoli europei (2003 e 2005), un sesto posto alle Paralimpiadi di Atene 2004 e un ottavo posto ai Mondiali 2006 di Amsterdam.

Nel 2004 ha avviato presso la Fondazione Santa Lucia, un progetto per la creazione di una squadra di minibasket in carrozzina che ha conquistato 2 scudetti e 3 supercoppe italiane.

Dal 1 gennaio del 2014 è stato nominato Tecnico della Nazionale Italiana femminile di basket in carrozzina, con la quale ha partecipato ai campionati europei ago/set 2015, ed ha ottenuto la prima vittoria in assoluto della nazionale femminile contro la Turchia, che ha permesso alle azzurre di piazzarsi al sesto posto.

Dal gennaio del 2016 è stato nominato responsabile tecnico del settore nazionali nonché allenatore della Nazionale maschile.

Negli oltre 35 anni di carriera ha ricevuto diversi premi e riconoscimenti tra i tanti: “Il tempio di Vesta”, “Il premio Simpatia”, “La notte delle Stelle”, “Il premio Anaib” come miglior giocatore Italiano.

Il 12 dicembre 2017, gli è stata consegnata la “Palma di Bronzo 2016” benemerenza assegnata dal Coni ai Tecnici che per meriti sporti e sociali e con almeno 12 anni di attività, si sono distinti a livello Nazionale ed Internazionale.

Ha organizzato e partecipato a diverse manifestazioni con Enti di promozione sportiva, Federazioni Nazionali, Scuole e Università, Organismi Regionali e Provinciali a diversi progetti per la promozione e lo sviluppo delle discipline paralimpiche.

E’ attualmente Tecnico Formatore in seno alla FIPIC.

Alle Paralimpiadi di Pechino/2008, Londra/2012 e Rio de Janeiro 2016 ha partecipato come inviato per Rai Sport, in qualità di commentatore tecnico per il Basket in carrozzina.

BASKET  IN CARROZZINA …UN  PO’ DI STORIA

Il Basket in Carrozzina nasce al termine della Seconda Guerra Mondiale negli ospedali militari americani, dove lo praticavano i veterani di guerra per riabilitarsi.

Questo iniziò negli Stati Uniti presso l’ Università dell’Illinois grazie alla grande intuizione del  dottor Timothy Nugent che fu poi il fondatore della National Disabled Basketball Association nel 1949 ed è stato Presidente  per i primi 25 anni.

In Europa la pallacanestro in carrozzina arrivò grazie al Neurologo  Ludwig Guttmann che ideò e organizzò i primi giochi per disabili a Stoke Mandeville in Gran Bretagna.

La Pallacanestro in Carrozzina, come la conosciamo ora, fu giocata per la prima volta agli International Stoke-Mandeville Games del 1956 e fu la squadra americana “Pan Am Jets” ha vincere  il torneo.

In Italia il primo esempio di basket in carrozzina trova riscontro nell’attività del Centro Paraplegici di Ostia: una vera oasi nella pratica dello sport in cui i disabili erano seguiti da un o staff di altissimo livello coordinati dal direttore Prof. Antonio Maglio, personaggio determinante e motore di tutte le iniziative.

Tra i giocatori di allora che più di altri è rimasto nella storia della disciplina un posto  lo merita Roberto Marson, pluri medagliato campione paralimpico e primo Presidente della Organizzazione che gestiva lo sport disabili in Italia.

Dal 1964 al 1984 l’Italia prende parte a 5 edizioni delle Paralimpiadi (Tokyo 1964, Tel Aviv 1968, Toronto 1976, Harneim 1980 e Stoke Mandeville 1984), ottenendo come miglior risultato il quinto posto di Tel Aviv.

Dal 1980 al 1988 la pallacanestro in carrozzina si sviluppa su gran parte del territorio italiano con la strutturazione dei Campionati Italiani di A1 e A2 e della Nazionale Italiana che nel 1983 vinse il Torneo Internazionale di Stoke Mandeville e il Torneo Internazionale di Brugges.

E’ con l’avvento del Comitato Italiano Paralimpico e grazie al suo attuale  Presidente Luca Pancalli che la  Nazionale è stata affidata a Carlo Di Giusto, una scelta che ha prodotto sul breve periodo grandi risultati.

  Citiamo il titolo di campione d’Europa a Sassari nel 2003 (qualificandosi così ai Giochi Paralimpici di Atene 2004 dove arrivò fino ai Quarti di Finale) e a Parigi nel 2005.

Nel 2009 l’Italia, guidata da Alessandro De Pieri, torna al successo con la vittoria agli Europei di Adana (TUR). Nel 2010 si costituisce la FIPIC, la federazione Italiana di Pallacanestro in Carrozzina.

Nello stesso anno il Commissario Tecnico Malik Abes, ottiene il quarto posto ai Campionati del Mondo e prosegue nel 2011 con il conseguimento del sesto posto ai Campionati Europei di Nazareth e la conseguente qualificazione ai Giochi Paralimpici, dove gli azzurri si piazzeranno al decimo posto.

Attualmente secondo le stime di Carlo in Italia si contano circa 700 atleti.

I campionati si articolano in 4 divisioni: Serie A1, Serie A2, Serie B e Campionato Giovanile.

L’italia ha squadre in rappresentanza della quasi totalità del territorio nazionale e nelle squadre  possono giocare insieme sia maschi che femmine.

La Federazione internazionale di pallacanestro in carrozzina (IWBF) è l’organo di governo di questo sport a livello internazionale.

 È riconosciuto dall’International Paralympic Committee (IPC) come l’unica autorità competente nel mondo del basket in carrozzina.

L’IWBF ha 95 organizzazioni nazionali per la pallacanestro in carrozzina (NOWB) che partecipano al basket in carrozzina in tutto il mondo, con questo numero che aumenta ogni anno, si  stima che più di 100.000 persone giochino a basket in carrozzina dalla ricreazione al club e come membri della squadra nazionale d’élite.

La pallacanestro in carrozzina è inclusa nei Giochi Paralimpici .

Il Campionato mondiale di pallacanestro in carrozzina si gioca due anni dopo ogni Paralimpiade.

I campionati del mondo per questo sport si svolgono dal 1973, con Bruges , in Belgio , che è stata  la prima città ospitante.

CARROZZINA  DA  BASKET

Per praticare questo sport è necessaria una carrozzina specifica per il basket in carrozzina.

Carrozzina che si caratterizza principalmente per l`asse delle ruote, non parallela al suolo, bensì con un`angolazione variabile da 12 a 20 gradi.

Il mezzo dovrà essere obbligatoriamente dotato di una o due piccole ruote posteriori che impediscono il ribaltamento. E` inoltre necessaria una barra orizzontale di protezione anteriore per salvaguardare piedi e gambe dei giocatori.

Le carrozzine sono prodotte su misura. In effetti è necessario che la carrozzina corrisponda perfettamente alle caratteristiche morfologiche del giocatore nonché alle sue attitudini fisiche.

Negli ultimi anni le tecniche di costruzione ed i materiali si sono notevolmente evoluti.

Fino a pochi anni fa telaio e ruote erano di acciaio.

Oggi ha fatto la sua apparizione il titanio che ha permesso di alleggerire le carrozzine del 30% permettendo migliori accelerazioni ed una più elevata maneggevolezza.

Primo piano di Carlo Di Giusto durante l’intervallo di una partita.

QUALCHE REGOLA

Il basket in carrozzina è uno degli sport adattati più fedele alla sua controparte originale, giocata da atleti normodotati, infatti le dimensioni del campo sono le stesse che nel basket olimpico e il canestro e la sua altezza sono uguali, così come la posizione della linea dei tre punti e la palla.

 Così come per  il basket per normodotati, è uno sport in cui due squadre  formate rispettivamente da cinque giocatori si affrontano per segnare con un pallone nel canestro avversario.

Ogni partita ha una durata di 40 minuti suddivisi in 4 periodi di 10 minuti di gioco effettivo ciascuno.

Alla ripresa del gioco le squadre devono scambiarsi il campo.

Ogni squadra ha, per completare un attacco, 24 secondi di tempo, se non ci riesce il possesso passa alla squadra avversaria.

Anche la durata delle partite è identica: quattro periodi di dieci minuti con due minuti di pausa tra il primo e il secondo periodo e tra il terzo ed il quarto periodo, oltre ad una pausa di un quarto d’ora a metà della partita, cioè tra il  secondo ed il terzo periodo.

Sollevarsi dalla carrozzina deliberatamente è punito con fallo tecnico.

Link e approfondimenti

https://www.federipic.it/

http://www.comitatoparalimpico.it/eventi/event/2.html