Un Podcast lungo un anno. Il 2020 di Radio 32


E’ stato un anno incredibile e non ci sono parole. Non c’è dubbio. Non basta neanche un podcast lungo 3 ore. Probabilmente ne faremo altri di questo tipo. Vi proponiamo tantissimi estratti di questo anno così complesso e assurdo, condito da tanta, ma tanta, musica e momenti di riflessione.

In queste feste di zona rossa, può essere utile per pulire a fondo casa o per tenersi compagnia in queste serate senza fine. Buon ascolto!

 

Radio 32 è una radio inclusiva, che fa dell’inclusione la propria battaglia, come strada per migliorare la società e la convivenza civile nelle nostre comunità.

Radio32 accoglie le trasmissioni di diversi gruppi redazionali che trasmettono da diversi quartieri di Roma: in molte di queste esperienze l’attività di comunicazione multimediale viene utilizzata come strumento terapeutico e riabilitativo per persone che devono recuperare la fiducia in se stesse e riprendere in mano la propria vita.

Ringraziamo i Centri Diurno ‘San Paolo’, la Comunità Terapeutica Urbania, il Centro Diurno di ‘via delle Pispole’ dell’ASL Roma 2 e la Comunità Terapeutica ‘Passaggi’.di Oricola.

In altre, l’aggregazione parte dal vivere uno stesso quartiere .

In altre ancora, è una tematica professionale ad unire i redattori e a spingerli a comunicare.

Il filo comune di questi diversi modi di connettersi e comunicare, che ci lega assieme in questa esperienza, è l’idea di voler promuovere una comunità, e di conseguenza una società, capace di prendersi realmente cura delle persone in difficoltà, non delegando a ‘tecniche’ o ‘farmaci’, la cura e l’ascolto che solo le persone possono dare (leggi il nostro manifesto).

La quarantena

E’ l’11 marzo, quando, a causa dell’emergenza sanitaria causata dal Covid-19, viene decretata la quarantena per tutti e il nostro mondo si stravolge in modo improvviso, disorientante.

Il nostro mondo viene ‘sospeso’ e in un certo senso capovolto: la misura per contenere e superare l’emergenza imposta a tutti è proprio il ‘distanziamento sociale’. L’unico modo per arginare il contagio e affrontare la crisi in atto è stare distanti, non fare ‘gruppo’, non uscire e limitare gli spostamenti. Da un giorno all’altro, tutto quello che facciamo per produrre salute diviene proibito, addirittura pericoloso. E dopo l’inevitabile spaesamento, la grande preoccupazione.

Preoccupazione immediata per la stabilità e la salute delle persone con cui lavoriamo, per le quali la socialità non è semplice intrattenimento, ma possibilità pratica essenziale nel proprio percorso di cura, soprattutto nell’ambito della salute mentale. In collaborazione con la Cooperativa sociale ‘Il Mosaico’, infatti, vengono realizzati laboratori e attività per persone con disagio mentale che confluiscono nella storica radioweb ‘Radio Fuori Onda’ e nel progetto ‘Restart’.

L’apprensione è tanta perché la quarantena istituisce e favorisce l’isolamento, uno dei fattori di rischio maggiori per l’emergere di possibili crisi in ambito psicopatologico, e limita o proibisce la prossimità, uno degli strumenti più efficaci per prevenire tali situazioni. E soprattutto, fin da subito, si capisce che non c’è un orizzonte ben definito rispetto alla durata delle misure adottate.

Tuttavia, dopo l’inevitabile sconforto iniziale, arriva fin da subito una grande consapevolezza: l’importanza degli strumenti digitali e dei social in questo momento.

Strumenti che il network di Radio 32 conosce bene perché già in parte utilizzati come modalità di comunicazione per facilitare il lavoro di gruppo.

Tuttavia questi mezzi rappresentavano ‘solo’ un aspetto aggiuntivo del nostro modo di fare comunità, un aspetto innovativo utilizzato per connettere chi, per difficoltà legate a problemi di salute fisica e/o mentale, non aveva la possibilità di spostarsi fisicamente. Un appendice al lavoro di gruppo ‘fisico’ che si portava avanti.

Dopo l’11 marzo, tale comunicazione diviene l’unico modo per garantire quel minimo di socialità necessaria a supportare le persone più in difficoltà proprio a causa dell’isolamento.

Facebook, WhatsApp, Skype, Zoom (sconosciuto fino a quel momento), da strumenti accessori, divengono strumenti di lavoro indispensabili.

Al contempo, internet e i social divengono un palcoscenico ancora più importante, dove poter far sentire la propria voce.

Ed inizia così la ‘folle’ corsa. La corsa per capire come utilizzare questi strumenti in modo realmente terapeutico: ossia, per ridurre la distanza e tornare ad una prossimità utile per aiutare le persone più in difficoltà e prevenire possibili emergenze legate alla mancanza di contatti terapeutici e sociali in situazioni difficili.

Perché i problemi di salute, e di salute mentale, non si ‘sospendono’ per decreto.

Cosa abbiamo fatto fin qui

Il primo passo è stato quello di permettere a tutte le persone del network di avere accesso alla socialità digitale, ossia abbiamo aiutato le persone più in difficoltà a ridurre il gap digitale, supportando e accelerando un processo di apprendimento necessario per mantenere legami fondamentali tra le persone. E non è stato facile. E’ servito tempo, pazienza e ingegno, compressi in poco tempo. Un processo che sarebbe durato probabilmente anni, divenuto necessario, è stato fatto in pochi giorni.

Il secondo step è stato quello di organizzare questa socialità a partire proprio dai bisogni delle persone del network, creando momenti di supporto reciproco e di auto-mutuo aiuto sia sui bisogni specifici e individuali, sia dando supporto per gli aspetti legali connessi ai diversi decreti che di volta in volta venivano emanati, o agevolando l’accesso alle giuste informazioni sull’emergenza sanitaria in atto, filtrando e proteggendo le persone più sensibili dal mare di fake news che quotidianamente ci travolgevano (e ci travolgono).

E nel fare ciò, abbiamo capito l’importanza cruciale di comunicare in modo sano in questo preciso momento storico ed, in particolare, l’importanza del nostro lavoro nel mondo della comunicazione. Attraverso un enorme lavoro tecnico, favorito dalla grande solidarietà emersa in queste settimane, ci siamo organizzati per essere agenti attivi e proattivi rispetto alla volontà di rendere proficua l’enorme quantità di tempo ‘istituzionalizzato’, ossia privo delle libertà fondamentali, che il lockdown ci imponeva.

E ci abbiamo preso gusto avviando noi stessi delle iniziative di solidarietà digitale che rendessero utile il nostro tempo immobilizzato, arrivando così, in pochi giorni, al terzo step: essere promotori noi stessi, a partire dalle nostre esperienze, di una comunicazione che potesse essere d’aiuto per gli altri.

Dato che il podcast non è rappresentativo di tutti gli ospiti che ci hanno dedicato il loro tempo e degli eventi che abbiamo organizzato, vi proponiamo gli eventi principali che abbiamo organizzato in questo folle 2020.

QuarAntenna

 

Speciale 25 Aprile

 

 

Speciale 1 Maggio

Disability Pride 2020

Diretta dal Teatro Ghione

Evento di Prevenzione dell'HIV

Per questo 2020, ringraziamo HPO Accapo, e in particolare Mara Cortazar, Radio Fuori Onda, la Cooperativa Il Mosaico, Anita Picconi, Andrea Terracciano, Daniel Dell’Ariccia, New Voices Radio, Raffaella Musillo, la dott.ssa Giusi Gabriele, Daniela di Renzo, Riccardo Galati, Sara Picardo, Tia Romaine, Giulia Grassi, Ilenia Marchi, Elena Boni, il Centro Diurno San Paolo, Il Centro Diurno ‘Pispole’, Roberto Dell’Aquila, Cristiano Bocci, Chiara Giovannini, Filippo Jacoponi, Daniele Lauri, Maria Venditti, Andrey Chaykin, Danila Vernarelli, Maria Luisa Capuano, Daniele Brusca, Louise, Giovanni Narducci, Simone Piccirilli, Elio Germano, Roberta Blasi e il Teatro Ghione, Cooperativa Parsec, Mirko Matteucci, Alice Buzzone, Riccardo Rozzera, Tina, Jonathan Giustini, Assalti Frontali, Sara Picardo, Genny Cheffammore, il Baro Mix, Marco Olivieri, Barbara Mastroddi e tutte le persone che abbiamo incontrato e ascoltato.

Grazie.