“Siamo in guerra”, le riflessioni di un ‘pretaccio’ di strada


Intervista a don Giovanni Carpentieri, educatore professionale.

Le “Pigne in testa” tornano con la loro terza stagione radiofonica!
Il 31 Ottobre, in diretta web dalla libreria-caffè Lo Yeti, la trasmissione “Pignetina” di Radio 32 ha inaugurato il nuovo inizio con un’intervista a don Giovanni Carpentieri, sacerdote impegnato con il suo “Ospedale da campo” nella cura on the road del disagio giovanile.

Educatore volontario in due case-famiglia per minori a rischio con procedimento civile, don Giovanni racconta ai nostri microfoni della sua ricerca di dialogo con i ragazzi in difficoltà, che né le scuole, né le polisportive, né i servizi sociali riescono a raggiungere.
“Sono i ragazzi disinteressati di tutto. Non cattivi, ma infelici”.

Sebbene non ami definirsi un prete di strada, don Giovanni ascolta i giovani nei loro luoghi di incontro, nelle piazze, nei pub, nelle discoteche, prendendosi cura dei disagi che i ragazzi esprimono: dipendenza da droghe e dal gioco di azzardo, prostituzione giovanile, difficoltà nella gestione della rabbia che spesso si tramuta in violenza e razzismo e, soprattutto, la mancanza di adulti al loro fianco. “ I giovani sono lo specchio di una realtà adulta che pensa prima a se stessa, più che alle nuove generazioni”.

Come rispondere in modo efficace alle necessità dei ragazzi in difficoltà? Don Giovanni replica senza esitazione: presenza, dialogo e Welfare Sociale, inteso come erogazione di servizi alla persona finalizzati a risolvere, mitigare e prevenire condizioni di disagio. “Serve aiuto anche per quei ragazzi che hanno una famiglia e una casa”.

A chi dal pubblico domanda quali strategie adottare per vincere le resistenze istituzionali e non che progetti in ambito socio-sanitario come l’”Ospedale da campo per giovani” possono incontrare, don Giovanni risponde con convinzione che è possibile superare ogni diversità di idee e di ideologie, unendosi per uno scopo comune.

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