Diritti, autodeterminazione, fine vita, assistenza: l’intervento di Mina Welby per Radio 32


Intervistiamo l’amica Mina Schett Welby, moglie di Piergiorgio Welby, affetto da distrofia muscolare. Dopo la morte del marito Piergiorgio ha proseguito il suo impegno e continua a testimoniare nei dibattiti pubblici l’importanza di temi come l’autodeterminazione della persona, le scelte di vita e fine vita, nonché la rilevanza di un’assistenza adeguata alla persona malata e la vita indipendente della persona disabile.

L’abbiamo intervistata in occasione dell’evento ‘matto, ribelle e handicappato‘ e insieme a lei abbiamo presentato il docufilm ‘Love is All‘, incentrato sull’incredibile vita di Piergiorgio Welby, raccontata attraverso gli scritti, i dipinti e le creazioni artistiche di un uomo straordinario.

Sono passati tredici anni da quando Mina Welby, insieme a un medico anestesista, aiutò suo marito Piergiorgio, gravemente malato, a morire, e lei, ancora adesso, si batte perché in Italia venga fatta una legge per una morte dignitosa.

È un tema che spacca l’Italia questo?

«Non si spacca l’Italia manco per niente, il 77% degli italiani è a favore del testamento biologico: si tutela il diritto di morire dignitosamente, è una legge necessaria. Il Paese è maturo: sono molte le persone che ci scrivono e che vogliono fare il testamento biologico ma, dicono, non c’è la legge. Noi (è co-presidente dell’Associazione LucaCoscioni, ndr) invitiamo intanto a parlarne con il proprio medico. L’eutanasia è un’altra cosa». Risponde Mina in un intervista pubblicata sul sito dell’Associazione Luca Coscioni.

Leggi l’intervista completa.

Qual’è la situazione attuale della legge sul fine vita?

“Sono trascorsi oltre 9 mesi degli 11 a disposizione – dichiara Filomena GalloSegretario Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica -. Non avendo il coraggio di decidere, il Parlamento si è nascosto dietro alle audizioni in Commissione congiunta giustizia e affari sociali, rinviando il tutto a dopo le vacanze estive, a ridosso della Corte costituzionale. Chissà che magari poi qualcuno a settembre avrà pure il coraggio di dire che è sbagliato che siano i giudici a decidere”.

“Sono passati anche ormai tre mesi da quando abbiamo chiesto un incontro ai capi dei principali partiti italiani – continua Gallo -, senza aver ottenuto risposta. In particolare, chiediamo conto a Luigi Di Maio e Nicola Zingaretti per il comportamento tenuto dai loro gruppi parlamentari che non hanno mai voluto discutere in aula, nonostante insieme abbiano la maggioranza potenziale per far passare un provvedimento all’interno delle Commissioni”.

Per saperne di più

Eutanasia: nuovo slittamento a settembre. Ne chiediamo conto a Zingaretti e Di Maio

Giovedì, ore 11.30, Cappato e Welby sotto la sede del Partito Democratico e alle 12.30 davanti al Ministero del lavoro: Zingaretti e Di Maio non rispondono da 3 mesi alla richiesta di incontro

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