Palla in buca… Storia di una scommessa nata per gioco: il Biliardo in Carrozzina

A Roma da qualche mese due amici appassionati del gioco del biliardo, Luca Bucchi e Roberto Dell’Aquila, entrambi redattori e conduttori presso Radio32, di Grinta e Passione, hanno iniziato con la tenacia che li contraddistingue a inseguire un sogno, ovvero quello di avvicinare le persone in carrozzina al gioco del Biliardo innanzitutto ma anche a far riconoscere dal Coni questo gioco come disciplina Paralimpica.
E’ stato proprio durante una partita tra i due che è nata la scommessa di portare a casa questi obiettivi.

Luca Bucchi oltre ad essere un appassionato di biliardo è anche un abile pittore surrealista.
Nato nel 1966, sognava di diventare pilota: voleva librarsi nell’aria, volare. Per avvicinarsi di più al cielo, raggiunti i 19 anni, decise di fare il servizio militare nel corpo dei paracadutisti della Folgore. Il brevetto di parà gli avrebbe aperto tante porte. Ma non è stata l’emozione del volo a trasformare in modo così totale il percorso di Luca, è stato un tuffo al mare, nel posto sbagliato, in una domenica come tante. La caduta gli ha provocato la lesione delle vertebre cervicali e del midollo spinale: è diventato tetraplegico. Dopo un anno di visite, ricoveri e complicazioni i medici militari e la famiglia hanno deciso di proseguire il percorso di cura in Germania. I suoi cari l’hanno accompagnato a Heidelberg, in un centro specializzato per la riabilitazione della para-tetraplegia.


Luca tornato a Roma dopo questo lungo periodo di riabilitazione si rinchiuse in casa per coltivare la sua passione per il modellismo e il volo e proprio in questo momento difficile, mentre cercava di mettere in pratica gli insegnamenti ricevuti in Germania, iniziò per caso a disegnare tenendo la matita in bocca e dopo qualche tempo si iscrisse a un Istituto d’Arte, prendendo il diploma di Maestro d’Arte di pittura.
Da li a poco entrò in contatto con Guerrino Collina, un artista che faceva parte di un’associazione diffusa su scala mondale, la Vdmfk, ovvero la Vereinigung der mund- und fussmalenden Künstler o Associazione degli Artisti che dipingono con la bocca e con il piede.
La passione per il Biliardo lo ha spinto a non rassegnarsi all’idea di non poter piu giocare si è comprato delle stecche nuove su cui ha montato una impugnatura speciale da lui stesso realizzata che permette anche a lui di poter tenere la stecca in mano eliminando i punti di criticità ed è tornato a disputare anche gare con giocatori normodotati.
Negli ultimi mesi Luca e Roberto hanno iniziato a frequentare con assiduità una sala biliardi in zona Eur dove tra una “Palla in buca” e una “Goriziana a 8 birilli” hanno iniziato a coinvolgere anche altri amici e hanno dato vita ad un percorso che sta muovendo i suoi primi passi ma che vorrebbe essere motore per fare nascere un movimento di appassionati del biliardo che si avvicinino o tornino a giocare a biliardo.
Da questo progetto è nata una pagina Facebook Biliardo in Carrozzina e una prima partita allargata ad altri amici nella quale chi non aveva mai giocato si è divertito molto e ha assunto in prima persona la scommessa.
Da questo nascente entusiasmo è nata l’idea di tenere a Roma per domenica 9 giugno 2019 presso la Sala Laser Club di Roma in zona Eur Cecchignola la prima Biliardo Day, aperta a uomini e donne che in carrozzina vogliano scoprire e giocare al biliardo.
Per questa occasione Luca ha scelto come giochi a cui invitare i partecipanti, quelli che secondo lui sono i più divertenti con il quale approcciarsi al biliardo soprattutto se in carrozzina: “Palla 8” e “5 birilli”.
Palla Otto :Si gioca con un pallino e 15 palle, numerate da 1 a 15. Un giocatore deve imbucare le palle numerate da 1 a 7 (le piene) mentre l’altro quelle da 9 a 15 (vuote). Il giocatore che imbuca tutte le palle del proprio gruppo e infine la 8 vince la partita.
5 birilli: Lo scopo del gioco è quello di colpire con la stecca la propria bilia in maniera valida e, tramite essa, colpire la bilia avversaria in modo tale che quest’ultima, nella sua corsa sul tavolo di gioco, abbatta dei birilli e/o colpisca il pallino ottenendo così punti a proprio vantaggio. Invece, nel caso in cui uno o più birilli siano abbattuti dalla propria bilia, il totale dei punti è perso, ossia viene attribuito all’avversario.

La partita termina al raggiungimento del punteggio fissato dai giocatori all’inizio dell’incontro (abitualmente 60 punti).

Nel frattempo Luca Bucchi ha avuto modo di incontrare personalmente il Presidente del Coni Paralimpico che si è detto interessato a questa bella iniziativa di sensibilizzazione del biliardo in carrozzina e ai suoi sviluppi.
C’è da segnalare che in alcuni paesi del continente Europeo e negli stati uniti, le persone con disabilità anche motoria hanno da anni una loro federazione paralimpica e giocano tornei riconosciuti a livello internazionale e qui da noi in Italia seppur ancora assente una federazione specifica e una disciplina paralimpica nel 2016 è stato presentato alla Maker Fair alla Fiera di Roma per la prima volta al mondo un tavolo da gioco MBM Biliardi adeguato alle esigenze delle persone con disabilità motoria. Il segreto? Un meccanismo che permetterà di adattare l’altezza del tavolo senza modificare il piano di gioco. Si tratta di un biliardo unico del suo genere: permetterà a tutti di misurarsi con tutte le specialità e realizza l’obiettivo della partecipazione inclusiva in ambito sportivo, reso possibile grazie al supporto dell’Associazione Paraplegici Roma e Lazio.

Qualche cenno sul biliardo


Il gioco del biliardo è molto diffuso e popolare in Italia. Una recente stima afferma che gli appassionati a questo sport siano circa dieci milioni.
Le origini di questo sport sono tanto remote quanto incerte. Alcune fonti testimoniano che i primi a giocare con palle e stecche rudimentali siano stati gli antichi Romani, precisamente all’epoca del console Lucullo (151 a.C.). Altre voci invece attestano che il gioco del biliardo sia stato descritto e preservato dall’oblio grazie ad alcuni monaci.
La prima testimonianza tangibile risale però all’epoca dei cavalieri Templari, nel XII secolo, i quali in Arabia appresero un gioco praticato con “mazza e palla”, che a sua volta era stato introdotto in quel loco da viaggiatori originari della Cina. Soltanto in seguito il gioco del biliardo si propagherà nelle città europee. A contendersi l’invenzione di quello che è stato l’antenato dell’odierno gioco del biliardo sono principalmente due Paesi, Inghilterra e Francia.

Il biliardo infatti deriva dall’antichissimo gioco praticato in Francia, la “billie maille” (pallamaglio), molto simile a quello praticato in Inghilterra in quell’epoca, il croquet. Il nome Billiard compare per la prima volta su un libro di un autore ignoto, il quale esplica le regole per giocare a “billiard”, disciplina già praticata dal re francese Carlo VII.
La costruzione del primo biliardo rudimentale invece è attribuita ad un sarto inglese.
In forma ufficiale però, il primo biliardo di cui abbiamo notizie certe fu quello costruito a opera di un falegname francese per il re di Francia Luigi XI, il quale era appassionato di questa nuova disciplina che all’epoca era appannaggio solo delle classi aristocratiche. Il tavolo realizzato dal falegname era ricoperto da un panno di stoffa verde, considerato riposante per gli occhi di coloro i quali si accingevano a giocare, a volte anche per lassi di tempo molto lunghi.
Nel 1968 si costituirà la prima organizzazione federale, la F.I.A.B(federazione italiana amatori biliardo), riconosciute in seguito anche dai comitati olimpici nazionali.

Giochi e regole
Cenni bibliografici e fonti
http://www.treccani.it/enciclopedia/biliardo_%28Enciclopedia-dello-Sport%29/
http://www.regoledelgioco.com/giochi-di-abilita/biliardo-allitaliana/