Alla scoperta degli Special Olympics con i Giochi Mondiali di Abu Dhabi


Si sono svolti dal 14 al 21 Marzo ad Abu Dhabi I Giochi Mondiali Special Olympics.
Giochi che hanno coinvolto 7000 atleti con e senza disabilità intellettive, provenienti da 170 paesi del mondo, 2500 allenatori, 20000 volontari che si sono adoperati tra 24 discipline sportive L’evento è caratterizzato da sette giorni di gare in 24 discipline sportive( calcio, badminton, pallacanestro, beach volley, bocce, pallamano, ping pong, tennis e pallavolo, gare di atletica, ciclismo, kayak, nuoto in acque libere, pattinaggio a rotelle, vela, nuoto e triathlon. E poi ancora equitazione, judo, ginnastica artistica e ritmica, il bowling, il golf e il powerlifting.) Uno spettacolo che ha appassionato gli oltre 50000 spettatori accorsi all’evento.
La delegazione italiana era composta da 115 atleti e 39 tecnici e ha conquistato la bellezza di 21 medaglie d’oro, 41 medaglie d’argento e 45 medaglie di bronzo.
Non solo un importante risultato sportivo, ma
soprattutto un messaggio culturale di inclusione attraverso lo
sport. Questo, e non solo, il risultato della spedizione italiana ad Abu Dhabi.

Un po’ di storia…..
” Una donna che ha cambiato il mondo”. È così che il movimento Special Olympics ricorda oggi la persona dalla quale tutto partì, quella che ebbe l’intuizione, straordinaria per l’epoca, di puntare sul gioco per rendere evidenti le capacità delle persone con disabilità.
Special Olympics nasce nel 1968, più di 50 anni fa a Chicago, grazie alla volontà e alla tenacia ma soprattutto al desiderio di realizzare un sogno.
Il sogno di Eunice Kennedy Shriver, sorella del futuro presidente degli Stati Uniti poi tragicamente scomparso nell’attentato di Dallas.
Il sogno era quello cioè di formare un movimento che potesse portare avanti un messaggio di speranza, di ottimismo e di integrazione attraverso il linguaggio comune dello sport.
Ad oggi Special Olympics conta più di 5 milioni di atleti in oltre 170 Paesi.
E’il più grande movimento sportivo del mondo.
Eunice già dal 1950 iniziò ad occuparsi di disabilità intellettiva: come vice presidente esecutivo della Joseph P. Kennedy, Jr. Foundation cercò di indagarne le cause, operando attivamente con molte organizzazioni caritative.
Nata nel 1921, laureata in sociologia a Stanford (1943), Eunice si occupò già di rifugiati al Dipartimento di Stato durante la seconda guerra mondiale e di delinquenza minorile al Dipartimento di Giustizia.
Fu un punto di riferimento per molte famiglie e alcune mamme le confidarono di avere problemi con la scuola pubblica, che non sapeva come comportarsi con gli alunni disabili intellettivi, negando loro anche la frequenza ai campi estivi.
Nacque cosi l’idea di organizzare una giornata di gioco e sport esclusivamente per ragazzi disabili.
Col tempo, la cosa prese piede e Eurice insieme al marito Sargent Shriver, pensò bene di mettere a disposizione del progetto nascente la sua azienda agricola nel Maryland per ospitare attività sportive a loro destinate.
Il primo anno, il 1962, ci sono 34 bambini, seguiti e affiancati da ben 26 assistenti reclutati fra gli studenti universitari della zona. E con loro, ci sono altri bambini, senza disabilità, anche loro pronti al gioco.
L’iniziativa, passata alla storia come “Camp Shriver”, fu un successo immediato.
Il sistema “Camp Shriver” suscitò grande attenzione e aprì un dibattito, aumentando la consapevolezza di come un’interazione fra bambini con bisogni speciali e bambini “normali” potesse rendere possibile il superamento degli stereotipi allora diffusi
In questo contesto culturale nacque nel 1968 Special Olympics International e a Chicago si disputarono i primi Giochi. Nel dicembre 1971 la Commissione olimpica degli Stati Uniti conferì l’approvazione ufficiale a Special Olympics, unica organizzazione a essere autorizzata all’utilizzo della parola “Olimpiadi”.
Nel 1988 giunse anche il riconoscimento del Cio, il Comitato olimpico internazionale, che riconobbe il movimento come rappresentante degli interessi degli atleti con disabilità intellettiva.

Abbiamo intervistato Giampiero Casale, addetto stampa di Special Olympics

Per contatti
http://www.specialolympicsitalia.org/al-coni-la-presentazione-della-delegazione-italiana-ai-giochi-mondiali-special-olympics/