Decrescita Felice: ovvero consumare meno, meglio, e vivere consapevoli

 

All’interno della Città dell’Altra Economia presso l’area del Campo Boario a Testaccio, insieme ad altre esperienze sociali molto interessanti, è ospitato anche il circolo romano del Movimento per la decrescita felice.

Movimento nato nel 2007 grazie al suo ispiratore,  Maurizio Pallante, romano laureato in lettere, ex insegnante che da oltre un decennio svolge attività di ricerca e divulgazione scientifica sui rapporti tra ecologia, tecnologia ed economia, con particolare riferimento alle tecnologie ambientali.

Il movimento  per la  decrescita è prima di tutto  una corrente di pensiero politico, economico e sociale favorevole alla riduzione controllata, selettiva e volontaria della produzione economica e dei consumi, con l’obiettivo di stabilire relazioni di equilibrio ecologico fra l’uomo e la natura ovvero sviluppo sostenibile in termini di indici di sviluppo di fronte anche al rapporto sui limiti dello sviluppo, nonché di equità fra gli esseri umani stessi.

Essa è innanzitutto uno slogan per indicare la necessità e l’urgenza di un “cambio di paradigma”, di un’inversione di tendenza rispetto al modello dominante della crescita basato sulla produzione esorbitante di merci e sul loro rapido consumo e sul petrolio e le energie fossili come volano per l’economia mondiale.

Nel corso degli ultimi anni una sempre maggiore consapevolezza e sensibilità diffusasi tra le persone rispetto alla qualità del nostro cibo, all’aria che respiriamo e alla qualità delle nostre esistenze in città strangolate dal traffico dallo smog e dal malessere che ne consegue ha fatto si che nascessero nelle nostre città esperienze di consapevolezza e riflessione sul presente e su un altro futuro possibile.

Con questo spirito sono andato a conoscere gli attivisti del MDF che a Roma hanno negli anni costruito diversi laboratori esperienziali che vertono sulla divulgazione delle energie alternative, sulla autoproduzione dei cibi e dei cosmetici per la cura e l’igiene personale e ambientale direttamente prodotti da fonti naturali e non chimiche e sono riusciti ad entrare coi loro progetti nelle scuole tra gli studenti di tutte le età per stimolare alla riflessione sui consumi e sulla gestione dei rifiuti e il loro riuso, temi sempre più centrali nelle nostre quotidiane esistenze.

Nata come una critica alle dinamiche economiche prevalenti, attorno al progetto della decrescita si articola ormai un insieme variegato di proposte e riflessioni. Esse investono la sfera ecologica, sociale, politica e culturale oltre a una molteplicità di “buone pratiche” dai Distretti di Economia Solidale all’agricoltura biologica e alla permacultura, dai Gruppi di Acquisto Solidale alla difesa dei territori e dei beni comuni, dal risparmio energetico al consumo critico, dal cohousing alla sharing economy, che realizzano un’importante circolarità tra esperienze concrete e ricerca teorica e riescono a mettere in comunicazione le persone nei loro territori metropolitani grazie alla circolarità dei saperi e alla pratica manuale e concreta.

La storia del Movimento  e le idee sostenute dai teorici della decrescita contemporanei affondano le loro radici nel pensiero di alcuni autori come Ruskin, Thoreau e Tolstoj.

Anche gli scritti di Gandhi contengono simili principi, in particolare riguardo al concetto di semplicità volontaria.

Propriamente, il termine “decrescita” compare per la prima volta nel 1972 sotto la penna di André Gorz e poi nel 1979 nel titolo della traduzione francese di un’opera di Georgescu-Roegen “Demain la Décroissance”

Altre importanti anticipazioni possono essere ritrovate nei lavori di Ivan Illich, posizioni poi riprese da Latouche e da altri economisti contemporanei come appunto Maurizio Pallante e l’economista e filosofo  francese Serge Latouche.

Oggi, solo a Roma, sono oltre quattromila le persone coinvolte, molti condividono gli stessi valori con la prospettiva di una nuova economia. In tutta Italia sono stati aperti trentuno circoli e undici gruppi territoriali. Il Movimento, molto attivo anche sui social, diffonde i princìpi della decrescita prospettando una società più consapevole .

A Roma il circolo si incontra il mercoledi a settimane alternate presso la Citta dell’altra Economia

Contatti: http://www.decrescitafelice.it/en/circoli/roma/

Abbiamo intervistato Laura Pesarin, Presidentessa del circolo romano, del MDF architetta e attivista da oltre un decennio.

 

 

Bibliografia essenziale

 

Dal dominio all’armonia. Proposte per la riconversione ecologica dell’economia, Scholé-Futuro, Torino 1990.

Le tecnologie di armonia, Bollati Boringhieri, Torino 1994 Scienza e ambiente. Un dialogo, con Tullio Regge, Bollati Boringhieri, Torino 1996

L’uso razionale dell’energia. Teoria e pratica del negawattora, con Mario Palazzetti, Bollati Boringhieri, Torino 1997

Ricchezza ecologica, Manifestolibri, Roma (1ª ed. 2003) 2009 Metamorfosi di Bios.

Le molecole raccontano, Editori Riuniti, Roma 2003

Un futuro senza luce? Come evitare i black out senza costruire nuove centrali, Editori Riuniti,

La decrescita felice. La qualità della vita non dipende dal PIL, Editori Riuniti, Roma

Un programma politico per la decrescita, a cura di Maurizio Pallante, Edizioni per la Decrescita Felice, Roma

Serge Latouche, Decolonizzare l’immaginario. Il pensiero creativo contro l’economia dell’assurdo, ed. EMI, 2004

^ Serge Latouche, Mondializzazione e decrescita. L’alternativa africana, edizioni Dedalo, 2009

La felicità sostenibile. Filosofia e consigli pratici per Serge Latouche, Decolonizzare l’immaginario. Il pensiero creativo contro l’economia dell’assurdo, ed. EMI, 2004

^ Serge Latouche, Mondializzazione e decrescita. L’alternativa africana, edizioni Dedalo, 2009 ppe uscire dalla crisi, Rizzoli, Milano 2009

Decrescita e migrazioni, Edizioni per la Decrescita Felice, Roma 2009

I trent’anni che sconvolsero il mondo, Pendragon, Bologna 2010 ISBN 8883428781.

Meno e meglio. Decrescere per progredire, Bruno Mondadori, Milano 2011