Wheelchair Rugby: alla scoperta del rugby in carrozzina con i Romanes

 

 

In questa trasmissione parliamo del “Wheelchair Rugby” o Rugby in carrozzina.

Il  Rugby in carrozzina è una disciplina che ebbe origine in Canada, a Winnipeg, alla fine degli anni settanta ad opera di un gruppo di atleti tetraplegici alla ricerca di un’alternativa alla pallacanestro in carrozzina.

La prima apparizione fuori dal Canada vi fu nel 1979 durante una manifestazione alla Southwest State University in Minnesota, nello stesso anno venne organizzato il primo Campionato Nazionale Canadese. Dopo soli due anni negli Stati Uniti si costituì la prima squadra e venne disputato il 1° Torneo Internazionale a squadre che riuniva i team degli Stati Uniti e del Canada.

Successivamente, nel 1989 a Toronto, si tenne il primo Torneo Internazionale con squadre provenienti da Canada, Stati Uniti e Gran Bretagna, Evento che diede un grande impulso per lo sviluppo di questo sport.

Nel 1993 questa disciplina è stata riconosciuta ufficialmente a livello internazionale ed è stata istituita la Federazione Internazionale di Rugby in Carrozzina (IWRF).

Nel 1994 il Wheelchair Rugby è stato ufficialmente riconosciuto dal Comitato Paralimpico Internazionale (IPC) come sport paralimpico e l’anno successivo si sono svolti i primi Campionati Mondiali di WR a Notwill, Svizzera, con otto squadre in gara.

Nel 1996 il WR è stato incluso come sport dimostrativo ai Giochi Paralimpici di Atlanta raggiungendo nel 2000, ai Giochi Paralimpici di Sydney, la qualifica di sport premiato con medaglie.

Il Rugby in carrozzina in Italia approda nel 2011, grazie alla collaborazione della Fispes (Federazione Italiana Sport Paralimpici e Speciali), del Cip (Veneto e Friuli Venezia Giulia) e dell’Inail Veneto.

Da due anni esiste un campionato nazionale che vede concorrere squadre provenienti da tutta Italia, in special modo dal nordest dove si è iniziato a giocare e ad investire in questa disciplina prima che altrove.

A Roma esistono due squadre: i Romanes e l’Ares.

Radio32 ha incontrato gli atleti della squadra dei Romanes durante la ripresa degli allenamenti dopo la pausa estiva sul loro campo di gioco al Pala Luiss.

Allenamenti in vista della fase finale del campionato che si terrà al PalaLuiss tra il  28 e il 30 settembre, che vede la partecipazione delle seguenti squadre : Ares e Romanes da Roma, Polisportiva  milanese, H81 Vicenza,ASD Padova Rugby,ASD Mastini Cangrandi.

I Romanes nascono grazie a Rufo Jannelli che in seguito ad un incidente accorsogli nel 2011 scopre durante il periodo di ricovero trascorso in Inghilterra il rugby in  carrozzina e se ne appassiona, tanto che al suo ritorno in Italia inizia a cercare squadre che giocano e a Roma decide di dare lui stesso vita ad una squadra  e ad una società, Romanes, che esiste ancora oggi e che aspira ad avvicinare alla disciplina sportiva altri aspiranti atleti che magari  oggi non ne conoscono neppure l’esistenza, come è accaduto a chi oggi  gioca al suo fianco.

A differenza di altre società Romanes è riuscita nel tempo a dotarsi delle carrozzine speciali che mette a disposizione dei suoi atleti senza che siano questi a doverle comprare e al suo  interno ha uno staff tecnico composto da assistenti di campo e operatori capaci e attenti alle esigenze degli atleti.

Per contattarli:  www.romanes.it/

 

 

Le regole del gioco

 

La squadra è composta da 12 giocatori tetraplegici o con disabilità equivalenti; in campo ne scendono però solo quattro. Il campo è lungo 28 metri e largo 15 con un pavimento specifico. Tre arbitri sono necessari per la partita che è composta da quattro tempi di otto minuti ciascuno. In caso di parità si va ai tempi supplementari. Il punteggio è determinato dalla meta che si ottiene quando il singolo giocatore oltrepassa con entrambe le ruote della sua carrozzina la linea di fondocampo.

Le regole principali sono prese dal regolamento del basket in carrozzina e dall´hockey.

40 secondi è il tempo concesso per un´azione, 12 secondi il tempo massimo per passare dalla zona di difesa a quella di attacco.

Almeno ogni 10 secondi deve essere fatto un passaggio o un palleggio. C´è una zona chiamata Key Area dove non possono sostare più di quattro giocatori e non si può mai uscire dal campo per evitare di incorrere nelle penalità.

Il fallo intenzionale, giudicato dall´arbitro, viene sanzionato con ammonizione ed espulsione. Si considera intenzionale il fallo che può provocare pericolo per il giocatore avversario.

 

 

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