Cannabis terapeutica: cosa c’è da sapere

 

Nella puntata di oggi parliamo di Cannabis terapeutica come possibilità di cura e valida alternativa per affrontare in modo efficace determinate patologie.

Ai nostri microfoni, il Dottor Pierangelo Cifelli, medico chirurgo e titolare di uno studio medico a Roma che si occupa di terapie con Farmaci contenenti molecole cannabinoidi tra cui CBD e THC, ottenuti dalla lavorazione della Cannabis.
L’obiettivo del dottor Cifelli e dei suoi collaboratori è quello di limitare l’assunzione di farmaci canonici per il trattamento di alcune patologie, farmaci che in lunghe somministrazioni possono portare gravi compromissioni per la salute dei pazienti.

 

Per quali patologie vengono utilizzati i trattamenti con cannabinoidi?

 

Per ora, lo studio di Roma si occupa di patologie derivate dal dolore cronico/neuropatico come: Fibriomialgia, Artrosi, Artrite, dolori cronici, Malattie Autoimmuni come la Psoriasi, Patologie del tratto gastrointestinale come Morbo di Chron e Rettocolite Ucerosa.

 

Ma il suo studio prescrive cannabis in fiori?

 

Il Dottor Cifelli non prescrive le classiche infiorescenze di cannabis da fumare ma utilizza preparati galenici realizzati da farmacie italiane: Cannabis di qualità controllata, proveniente dall’Olanda e importata dalle farmacie nazionali. I prodotti sono prevalentemente olio di oliva contenete molecole estratte dalla cannabis o capsule gastro resistenti che facilitano la digestione della molecola.

Sembra lecito ovviamente chiedersi chi paga questi trattamenti. Ad oggi purtroppo paga il paziente: ci dovrebbero essere delle agevolazioni regionali e nazionali, ma sono molto poche le patologie rimborsate dal sistema sanitario come ad esempio la sindrome di Tourette.

Un’altra domanda posta al dottor Cifelli riguarda la potenziale preoccupazione per l’incolumità del paziente sotto effetto di cannabinoidi e lui ci risponde prontamente dicendoci che i prodotti utilizzati ad oggi non hanno mai portato ai pazienti effetti collaterali e grazie ad un procedimento di titolazione e isolamento della molecola si riducono i sintomi psicoattivi della sostanza sul paziente.

Quello che si consiglia però al paziente è sicuramente di non mettersi alla guida per le 24 ore successive all’ultima assunzione, dato che nei drug test delle forze dell’ordine viene ricercato un metabolita del THC che rimane anche per più di un mese nel corpo umano.

 

Per ottenere la prescrizione medica il paziente deve recarsi nella sezione terapia del dolore dell’ospedale di riferimento della zona, fare le valutazioni specialistiche volte a verificare che il paziente abbia già assunto tutti i farmaci presenti sul mercato per ridurre i sintomi senza trovarne benefici e solo successivamente si procederà con  una prescrizione sulla ricetta rossa.

La cannabis ad oggi viene considerato Farmaco di ultima scelta. Un’affermazione forte che il dottore non teme, prima della prescrizione il paziente riceve trattamenti intensivi con oppioidi e per questo spesso ci si trova con pazienti a tutti gli effetti tossicodipendenti per abuso della sostanza oppioide a scopo medico.

 

Lo scopo dello studio del dottor Cifelli è quello inizialmente di ascoltare il paziente per comprendere la sintomatologia fisica per poi scegliere la terapia adatta per annullare il dolore derivato dalle patologie croniche del paziente.

I pazienti vengono seguiti settimanalmente, anche telefonicamente: ci troviamo davanti ad una vera e propria medicina 2.0 che avvicina il medico al paziente sotto la sfera del contatto umano.

Il sistema sanitario non può però coprire il fabbisogno nazionale e le scorte olandesi sono limitate e non sempre disponibili. Nel momento in cui il farmaco finisce per mancata disponibilità il paziente deve interrompere le terapie e purtroppo ad oggi al paziente non si può garantire una continuità terapeutica.

 

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Episodio tratto da