Insieme si può… Storia di un Cammino Possibile [e della Joëlette]

“Siamo mossi da un grande amore per la montagna, per la salvaguardia degli ambienti naturali, per la storia e la vita sociale dei luoghi attraversati. Il nostro programma prevede uscite con vari livelli di difficoltà: dalle semplici passeggiate alla portata di tutti fino ad impegnative escursioni per camminatori esperti.”

 

 

Abbiamo partecipato ad un’escursione dell’associazione ‘Il Cammino possibile’ in cui grazie all’esperienza di escursionisti esperti e all’utilizzo della Joëlette, si è reso possibile qualcosa di impossibile, rendere accessibile la montagna a persone con disabilità. Ascolta le interviste dell’escursione.

 

 

L’ associazione “Il Cammino possibile” di Roma si costituisce con questo nome nel 2008 a partire da un gruppo di amici, esperti escursionisti ed amanti della natura, presenti da anni sui sentieri del Lazio e dell’Abruzzo e sono affiliati a Feder Trek.
Federtrek – Escursionismo e Ambiente è un Ente di Promozione Sociale, a struttura federale, nata nel 2010 come evoluzione di una esperienza federativa sviluppatasi a livello regionale. E’ una federazione di circa 40 Associazioni che condividono la stessa Missione ed operano in sinergia per raggiungere obiettivi comuni.
Qualche anno fa, grazie al desiderio di una associata che si domandava come avrebbe potuto portare in montagna anche la figlia disabile, il gruppo di Cammino Possibile si inizia a interrogare e dopo qualche tempo di ricerca viene a conoscenza dell’esistenza in Francia di una carrozzina speciale, la Joelette con cui devierse associazioni da anni portano in montagna e non solo persone disabili.
A partire per la Francia è Leonardo Paleari, fondatore dell’associazione che oltre ad aquistarne una si ferma e trascorre in terra transalpina dieci giorni per imparare ad usarla partecipando ad una escursione itinerante.
Oggi l’associazione ha ben due carrozzine che mette a disposizione a coloro che vogliano organizzare una escursione con persone disabili e lui stesso si occupa di istruire i partecipanti ad un corretto uso del mezzo.
La joelëtte è’ stata inventata da un alpinista francese, Joël Claudel, e via via perfezionata a livello industriale dalla ditta che la produce, la Ferriol Matrat. E’ ripiegabile, può stare nel bagagliaio di una automobile, costa circa 3.100 euro.

Attualmente viene venduta sotto il marchio Joëlette and Co, cui è dedicato un apposito sito: www.joeletteandco.com/it.
Nel 1987, Joël Claudel, guida alpina, immagina la prima Joëlette per suo nipote, malato di miopatia. È una specie di sedia a portatori munita di un’unica ruota. Gli occorrerà solamente 2 giorni per fabbricare il primo prototipo.

Sedile avvolgente, ruota centrale e quattro impugnature per i 2 portatori, ciò vale ancora oggi come base della Joëlette. Così, nonostante la sua malattia degenerativa, Stéphane, suo nipote, può approfittare dei grandi spazi. A 17 anni, scopre le strade dell’isola della Riunione, poi quelle dell’Atlante in Marocco. Joël Claudel, uomo appassionato, condivide il suo progetto mediante la creazione di Handi Cap Evasion, al quale i « Paralysés de France » (associazione francese per i paralizzati) si associano. Questo progetto ha permesso di fare delle gite e delle corse, un tempo inimmaginabili da realizzare, ovunque in Francia e nel mondo. Tuttavia, quest’uomo discreto non desidera essere al centro dell’attenzione e sceglie di lasciare l’avventura della Joëlette nelle mani di altre persone impegnate, fra cui quelle di Ferriol-Matrat, oggi fabbricante esclusivo della Joëlette.

 

 



La joëlette ha una sola ruota, con sospensione e freno, ed è tenuta da due accompagnatori mediante appositi bracci sul davanti e sul dietro. Può andare su tutti i sentieri, anche scoscesi e inclinati, purché non presentino strettoie (inferiori a un metro) o sequenze di gradini più alti di 40-50 cm. La carrozzella in escursione è condotta da almeno tre accompagnatori: il terzo – e se necessario anche un quarto – si aggiunge ai due principali, per contribuire a trainare la carrozzella, mediante una fune, nei tratti di maggiore pendenza in salita. Sia il terzo che il quarto si affiancano, sia in salita che in discesa, per aiutare a superare eventuali ostacoli.
Oggi in Italia sono molte le associazioni che riescono a proporre escursioni di vario genere permettendo a persone disabili di poter partecipare a escursioni montane fino a qualche tempo fa proibitive.

Per informazioni
http://www.camminopossibile.it/