Come funziona la vita secondo l’approccio sistemico? Risponde il dott. Sergio Boria

In questo podcast, parliamo insieme al dott. Sergio Boria dell’approccio sistemico, cornice epistemologica e metodologica sempre più diffusa nell’ambito delle professioni sanitarie e non solo.

 

Sergio Boria è uno psichiatra e psicoterapeuta, Presidente dell’AIEMS, Associazione Italiana di Epistemologia e Metodologia Sistemiche.

 

Per conoscerlo, prendiamo a prestito le sue parole:

 

Giunto nel 1988 al termine dei miei studi presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università La Sapienza di Roma, decisi di preparare la mia tesi di laurea nel campo della psichiatria. Iniziai così a frequentare il Centro Aggregato di Terapia Familiare diretto dal prof. Luigi Cancrini, ed iniziò un percorso di ampliamento dei miei orizzonti culturali.

Dalla medicina ero giunto alla terra di confine della psichiatria, e da qui mi mossi poi per esplorare la psicologia, l’etologia, le teorie sulla comunicazione, la sociologia, la filosofia e l’epistemologia. Fu un vero fiorire della mente che ancora oggi sembra perdurare.

Poi nel 1994 mi sono diplomato in psichiatria e psicoterapia, ed ho iniziato a prendermi concretamente cura delle persone, continuando ad affinare i miei studi e la mia formazione con la guida del prof. Vincent Kenny.

Ho lavorato in diverse istituzioni per circa dieci anni, e poi ho deciso di dedicarmi alla libera professione.

Come psicoterapeuta e docente, l’approccio che seguo è quello sistemico, cioè orientato a lavorare sulle relazioni tra le persone, e quindi sul funzionamento delle coppie, nonché dei nuclei familiari e parentali d’appartenenza, visti come risorse imprescindibili per il cambiamento terapeutico delle persone in difficoltà.

Dal 2008 svolgo un’intensa attività in ambito culturale quale presidente dell’AIEMS (Associazione Italiana di Epistemologia e Metodologia Sistemiche), direttore della rivista telematica Riflessioni Sistemiche, coordinatore scientifico e poi promotore del Festival della Complessità, e infine più di recente anche vice-presidente dell’ASSIMSS (Associazione Italiana di Medicina e Sanità Sistemica). Ma in tutto questo mi sono sempre concesso del tempo per passeggiare, meditare, conversare con le persone care di argomenti più o meno seri, scrivere, e ascoltare la musica. Le mie esperienze cliniche, culturali e private si sono negli anni arricchite vicendevolmente, e spero che ciò continui ancora per molto.