Quali condizioni di lavoro per gli Operatori Sociali? Intervista ad un educatore della Rete Operatori Operatrici Sociali Milano

 

Matteo, 38 anni, educatore di Milano, laureato in scienze dell’educazione, lavoro con i disabili, nella costruzione di progetti individualizzati e attività educative.

E’ attivista della Rete cittadina degli operatori ed operatrici sociali milanese.

Lo abbiamo intervistato telefonicamente per farci raccontare come si lavora a Milano e perché qualche anno fa decine di lavoratori del sociale hanno deciso di costruire un luogo fisico di discussione e di autorganizzazione dal basso capace di proporre soluzioni migliorative delle condizioni di lavoro, in anni di peggioramento delle condizioni generali contrattuali e salariali nonché politico di contrasto dello smantellamento del welfare state.

La Rete Operatrici e Operatori Sociali – Milano è formata da lavoratrici e lavoratori appartenenti a numerosi e diversi progetti e servizi del cosiddetto Terzo Settore (cooperative sociali, associazioni onlus, fondazioni, ecc.) attivi nella città di Milano e Comuni limitrofi.

 

La Rete nasce con una sua duplice funzione:

 

  • di protesta, perché stanchi di subire il continuo peggioramento delle condizioni materiali di lavoro date dai continui tagli economici decisi da governi nazionali e locali e avvallate, come ricaduta salariale e contrattuale, da organizzazioni padronali e sindacali di settore;

 

  • di proposta, per ribadire la funzione di utilità sociale del nostro lavoro. Un lavoro appunto che, come tale, va considerato, normato e retribuito fuori da ogni tipo di logiche volontaristiche e missionaristiche.

 

I valori e le pratiche fondanti della Rete sono:

 

Lotta a tutte le forme di discriminazione, Solidarietà, Mutuo Appoggio Democrazia diretta e partecipativa.

Unico organo decisionale e rappresentativo della Rete è l’assemblea generale.

Le decisioni, dopo necessario dibattito interno, vengono prese all’unanimità dei presenti rifiutando il concetto di democrazia rappresentativa attraverso la formazione di maggioranze e minoranze sancite dal voto. Gli Ordini del Giorno dell’assemblea vengono formulati dal contributo di tutte e tutti attraverso gli strumenti consultivi che la Rete si è data (mailing list).

La Rete, per la propria operatività, struttura il proprio lavoro anche attraverso la creazione di gruppi specifici che, con la massima autonomia, decidono il proprio programma operativo. Il risultato del proprio lavoro viene poi socializzato e condiviso da tutta la Rete attraverso il momento assembleare generale.

Autonomia: La Rete è un organismo plurale, inclusivo, non è strumento di nessuna organizzazione politico-sindacale e chi vi aderisce lo fa a titolo esclusivamente personale e non in rappresentanza di terzi.

la Rete rifiuta il concetto di delega e la creazione al proprio interno di strutture gerarchiche così come la creazione di strutture di rappresentanza (portavoce, ecc.). Ogni azione pubblica intrapresa quindi porta esclusivamente la firma della Rete stessa ed eventualmente è, in caso di necessità, l’assemblea generale a designare – con mandato esclusivo e a termine – chi porre come interlocutore verso l’esterno (conferenze stampa, interviste, ecc.).

La Rete Operatrici e Operatori Sociali – Milano fa propria, condividendone contenuti e modalità, la “Piattaforma” della Rete Nazionale Operatrici e Operatori Sociali e si impegna a darvi continuità nel suo sviluppo teorico e pratico.

 

Per saperne di più:

Operatori Sociali Milano

 

Tratto dal loro sito:

 

RIFORMA DEL TERZO SETTORE, LEGGE IORI… E LE CONDIZIONI DI LAVORO???

RIVENDICHIAMO I NOSTRI DIRITTI!

 

L’assemblea del 7 marzo scorso allo Spazio Ligera di Milano, ha discusso principalmente della Legge 205/2017 comma 594-601, ex-legge Iori (Disciplina delle professioni di educatore e pedagogista) e del rinnovo C.C.N.L. Cooperative Sociali.

Questo documento vuole esserne una sintesi e un rilancio delle prossime tappe. Oltre alle specifiche tematiche affrontate, l’assemblea è stata un’importante occasione di confronto in direzione di una ricomposizione di una categoria molto frammentata e precarizzata e questo compito è necessario e non delegabile se si vuol parlare di riconoscimento e valorizzazione del nostro lavoro. Intendiamo condividere e sviluppare un discorso più ampio sulle condizioni di lavoro degli operatori e delle operatrici sociali, da connettere al contesto del Welfare e dei servizi di questo paese in relazione alla recente riforma del Terzo Settore e questo sarà il tema della prossima assemblea pubblica e delle prossime riunioni aperte alla partecipazione di chiunque ne sia interessato/a. Sulla pagina F.B. Operatori Sociali (Milano) e sul blog operatorisociali.noblogs.org verranno pubblicati aggiornamenti e avvisi dei prossimi appuntamenti.

Sull’applicazione della cosiddetta Legge Iori (sulla pagina fb https://www.facebook.com/operatorisociali.milano e sul blog https://operatorisociali.noblogs.org/si può leggere la sintesi dettagliata sulla normativa in questione Disciplina delle Professioni di Educatore Professionale Socio-Pedagogico, Educatore Professionale Socio-Sanitario e Pedagogista DDL 2443/2017 (c.d. “Legge Iori”) recepito nella legge 27.12.2017 , n. 205):

L’assemblea ha condiviso i seguenti contenuti e l’intenzione è quella che diventino una vera e propria piattaforma rivendicativa condivisa con la Rete Nazionale Operatori Sociali, alla quale aderisca un numero sempre più ampio di colleghi/e, che porti a mobilitazioni condivise nelle città dove la Rete è attiva.

1) I costi della riqualifica/titolo equipollente alla laurea in scienze dell’educazione non devono ricadere sulle lavoratrici e i lavoratori.

2) Vengano riconosciuti e conteggiati la formazione e i titoli che negli anni di studio e di lavoro ciascuno/a ha sostenuto. L’applicazione delle norme transitorie porti a stabilire una più specifica compensazione formativa in numero di crediti da 0 a 60, secondo i propri curricula formativi.

3) Le Università, i Servizi, gli Enti del Terzo Settore, le Cooperative si organizzino affinché la riqualifica di migliaia di lavoratrici e lavoratori avvenga attraverso la formazione svolta sui posti di lavoro, in orario di lavoro.

Continuiamo a sostenere che vada eliminata la divisione tra l’educatore socio-pedagogico e quello socio-sanitario, che rappresenta un’ ulteriore frammentazione della categoria legata ad interessi lobbistici delle accademie che andrebbe sostituita con un percorso formativo unico e con pari possibilità di accesso al lavoro.

Sul rinnovo del C.C.N.L. Cooperative sociali e in generale sui numerosi contratti esistenti per la categoria:

– Più tutele per le operatrici e gli operatori dell’assistenza educativa scolastica, servizio che impone lunghe sospensioni dal lavoro non retribuite -coincidenti con le vacanze scolastiche-, nel quale è in discussione il riconoscimento della paga oraria quando l’ora didattica dura meno di 60 minuti e quando è assente l’alunno seguito all’interno del gruppo classe.

– Aumento della paga base ordinaria.

– No all’uso e abuso della banca ore: salario fisso mensile commisurato al numero di ore settimanali stabilite da contratto; che le ore in più si chiamino straordinari e che vengano riconosciute come tali.

– No alle notti passive. Tutte le ore, diurne o notturne, in cui il lavoratore/lavoratrice è sul luogo di lavoro, a disposizione del datore di lavoro e in condizioni di svolgere le proprie mansioni, sta lavorando e quindi va retribuito.

– Maggior tutela e diritti per la maternità: come già viene applicato in alcune tipologie di servizi, le operatrici che svolgono attività a diretto contatto con l’utenza, hanno diritto ad un riconoscimento della maternità già a partire dai primi mesi di gravidanza o ad un temporaneo cambio di mansioni, nonché alla difesa del proprio posto di lavoro al rientro della maternità.

– Più in generale chiediamo il riconoscimento della professione come lavoro usurante ai fini del riconoscimento di indennizzo economico e pensione anticipata (in rapporto ai protocolli di valutazione rischi e tipologia di lavoro notturno e con turnazione h24)

– Le ore indirette: supervisioni pedagogiche e psicologiche, progettazione-monitoraggio-verifica dei progetti educativi, pianificazione degli interventi, riunioni d’equipe sono una parte fondamentale del lavoro degli operatori sociali, sia per la tutela della salute psico-fisica dell’operatore stesso, sia per un lavoro di qualità con l’utenza e di crescita qualitativa dei Servizi nel loro complesso, dunque sono ore che devono essere garantite e retribuite sempre, con una pianificazione annuale, mensile e settimanale.

– L’uso dei propri mezzi di trasporto per garantire il funzionamento del Servizio e l’espletamento degli interventi educativi deve prevedere sempre un’assicurazione del mezzo, dell’operatore alla giuda e un rimborso kilometrico.

Da qui al prossimo appuntamento pubblico lavoreremo per completare e integrare questa bozza di piattaforma, a tutti/e l’invito a scriverci per dare contributi e diffondere questo documento.

L’intenzione è di delineare ragionamenti più ampi in cui tematiche, rivendicazioni ed esperienze lavorative specifiche vengano affrontate e inquadrate all’interno del contesto politico ed economico attuale e degli sviluppi delle politiche sociali, metropolitane e nazionali ed europee.

MARTEDI’ 15 MAGGIO ORE 21.30

PIANO TERRA         

(Via Confalonieri 3)

PER DISCUTERE DI RIFORMA DEL TERZO SETTORE

E PER COSTRUIRE UNA PIATTAFORMA COMPLESSIVA

DALLE 20.30 PER PARLARE DEI SERVIZI DI INTEGRAZIONE SCOLASTICA

OPERATORISOCIALI.NOBLOGS.ORG

F.B. Operatori Sociali