“Rincuorare le persone mentre, vivendo la stessa situazione, nessuno rincuorava me” – L’esperienza di un’operatrice sociale

Riguardo il burn out, io ci sono passata una dozzina di anni fa, quando morì mio zio dopo oltre un mese di ricovero mentre avevo in domiciliare diversi utenti con genitori morenti… ed io dovevo rincuorare queste persone mentre, vivendo la stessa situazione, nessuno rincuorava me.
Un disastro. Sono stata 2 mesi in aspettativa senza riuscire a lavorare, finché mi è capitata una situazione differente e mi sono pian piano sbloccata; sono tornata anche al lavoro e successivamente mi hanno affidato delle scuole. Da allora, non sono più riuscita a fare delle domiciliari.
In questi giorni sta morendo mia zia, la moglie dello zio morto allora; si trova in Hospice e le hanno dato dalle 4 alle 8 settimane di vita. In questa situazione, non ho più mia madre che se ne è andata 5 anni fa, mio padre nel frattempo è diventato vecchio e malato ed ho un fratello autistico ed uno dei miei due figli con depressione maggiore che solo da un mese ha cominciato a fare psicoterapia associata a farmaci.